Minorca: un’oasi verde nel Mediterraneo

Foto 1 | Veduta di Minorca verso sud ovest dal Monte Toro (358 m) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/250 sec, f/11.0, ISO 400, mano libera).

Dopo due anni consecutivi di Lanzarote (vedi qui: 2016 e 2017), io e Laura (l’amica con cui si progettano le vacanze “di mezzo” delle nostre due famigliole) ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: “quest’anno dove andiamo?”. Anche nei due anni precedenti avevamo iniziato il discorso più o meno così, già ad Agosto dell’anno prima, e i requisiti che deve rispettare la nostra meta sono sempre gli stessi: un posto tranquillo, non sovraffollato, ricco di bellezze naturali, non troppo costoso dal punto di vista del viaggio aereo, possibilmente con temperature miti (cioè quasi da poter fare il bagno in mare…) e adatto ai bambini. Tolte le Canarie ed escluso, per più o meno ovvi motivi, l’Egitto (a proposito: ), cosa resta? Beh, Creta, ad esempio, non sarebbe da escludere (anche se ci sono stato già due volte…), ma i voli nel periodo aprile-maggio sono comunque costosi (o almeno lo erano al momento della ricerca). Da riconsiderare dopo uno studio più approfondito. Le altre isole greche: ancora una volta i voli erano troppo costosi. Restavano le Baleari, ma il nostro entusiasmo si era già esaurito dopo questa prime considerazioni. Fino a quando, la sera del 3 novembre 2017, arriva un whatsapp da Laura: “scusa…ho trovato volo venezia minorca dal 5 al 12 maggio a 28 euro a testa ????”. Praticamente prenotato all’istante. Male che andava, avrei perso neanche 120€ (siamo in 4).

Organizzazione del viaggio

Viaggio aereo – L’organizzazione del viaggio è stata ancora una volta piuttosto semplice. Come detto sopra, abbiamo prenotato un volo Venezia-Mahon (Minorca) con EasyJet, con diversi mesi d’anticipo (il 3 novembre 2017 per il 5 maggio 2018). La prenotazione così anticipata era dovuta al fatto che essendo in due famiglie con bambini (7 in totale) volevamo essere sicuri prima di tutto di trovare posto e poi volevamo viaggiare in posti vicini. Quindi, per non correre rischi, abbiamo prenotato con largo anticipo, senza seguire il cosiddetto “algoritmo dei voli low cost“. All’aeroporto di Venezia (Marco Polo) abbiamo lasciato l’auto al parcheggio P2, di fronte al terminal, per poi raggiungere l’aeroporto in meno di 5 minuti a piedi. Questa volta siamo partiti verso il tardo pomeriggio, perdendo di fatto una mezza giornata di vacanza. Ma non c’erano alternative…

Foto 2 | In partenza dall’Aeroporto Marco Polo di Venezia con volo EasyJet. Destinazione: Minorca – (Dati di scatto: iPhone 8, 1/150sec, f/1.8, ISO 20, mano libera ).

Noleggio auto – Come per il viaggio 2017 abbiamo optato per due auto, cercandole su Rentalcars.com . Abbiamo noleggiato due Peugeot 308 (o equivalente) e ci hanno dato una Opel Mokka (davvero un’ottima auto…) e una Tipo.

Alloggio a Minorca – Anche quest’anno, ci siamo appoggiati ad Airbnb. E ci è andata assolutamente di lusso. Abbiamo trovato una sistemazione a Cala Galdana, in una casa da 8 posti, con piscina (non riscaldata, purtroppo), ampio giardino, barbecue, porticato, insomma una casa coi fiocchi in una zona molto tranquilla e vicina a tutto (Minorca è piccola…).

Inizia la nostra settimana

La nostra settimana inizia in maniera solo apparentemente tranquilla, nel senso che il nostro primo approccio all’isola voleva essere morbido, rilassato e per nulla impegnativo. Quindi abbiamo deciso di andare nella spiaggia più vicina, Cala Galdana (Foto 3), appunto. Posto prettamente turistico, purtroppo deturpato da un hotel a forma di parallelepipedo che spezza nettamente il profilo delle lingue di roccia minorchina che racchiudono quello che in origine era sicuramente un paradiso.

Foto 3 | La spiaggia di Cala Galdana (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 8, 1/3436sec, f/1.8, ISO 25, mano libera, panorama).

In ogni caso, la scarsa affluenza del turismo di massa di questo periodo (primi di maggio) la rende un posto abbastanza piacevole e i bambini non aspettano più di tanto per prendere confidenza con l’acqua, seppur gelida, ma limpida ed invitante…

Nel frattempo le nostre menti programmatrici iniziano ad attivarsi e mentre pranziamo in un chiriguito sulla spiaggia decidiamo di incamminarci verso Cala Macarella passando per il percorso più famoso di Minorca, il Camì de Cavalls. Tra i tanti sentieri presenti, il “Cami de Cavalls”, il sentiero dei cavalli, così come è conosciuto dagli abitanti dell’isola è sicuramente il più suggestivo. In realtà si tratta di un reticolo di antichi sentieri, lunghi complessivamente circa 185 chilometri, che circonda l’isola. Sorto con la funzione, difensiva, di permettere il collegamento tra differenti punti dell’isola, in caso di attacco, alcune sue parti potrebbero risalire addirittura al XIV secolo. Il “Cami de Cavalls” rientra, infatti, tra le passeggiate che non potete assolutamente perdere se volete respirare e vedere l’autentica bellezza dell’isola. Qui è possibile catturare tutta la sua essenza in ogni tratto del percorso. Vista la sua naturale circolare, il percorso può iniziare in qualsiasi punto, anche se il chilometro zero si trova nel porto di Mahon dove inizia la prima tappa. Il sentiero è inoltre segnato con pannelli informativi ogni 50-100 metri per evitare di perdere di vista il percorso. La bellezza e la particolarità del Camí è che passa attraverso vari paesaggi dell’isola: prati, scenari rocciosi, o di terra rossa, spiagge e, in alcuni tratti, asfalto. Certo non è un percorso facile, ma è sicuramente suggestivo e in alcuni casi è anche l’unica forma di accesso ad alcune delle spiagge vergini dell’isola. E noi l’abbiamo imboccato proprio a Cala Galdana, per arrivare dopo quasi due ore (due coppie con 3 bambini…) in questa spiaggia che, appena ci appare fra gli alberi della pineta che la circonda, sembra una sorta di paradiso, difficile da rendere fotograficamente (Foto 4).

Foto 4 | La spiaggia di Cala Macarella (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 8, 1/1000sec, f/1.8, ISO 20, mano libera).

L’unico neo di questa spiaggia e di altre spiagge di Minorca è la presenza massiccia di poseidonia sul bagnasciuga. In realtà, non è un vero e proprio aspetto negativo, anzi, conferisce all’isola quella carattere di selvaggio e di “vero” sempre più difficile da ritrovare. Per cui, dato che il nostro proposito principale non era né di fare il bagno né tantomeno di stendersi sul bagnasciuga per girare la pubblicità Bilboa, non c’è stato nessun problema. D’estate magari potrebbe rappresentare un fastidio…

I fari di Minorca: Faro de Cavalleria

Una delle mete più note di Minorca è rappresentata dai numerosi fari presenti nell’isola. Alcuni non sono facilmente raggiungibili e richiedono delle lunghe passeggiate. Nel nostro secondo giorno programmiamo un passaggio mattutino al Faro de Cavalleria, all’estremo nord dell’isola. Poco prima di arrivare al faro, un piccolo porticciolo abbandonato sul lato sinistro della strada che porta al faro attira la nostra attenzione (Foto 5).

Foto 5 | Porticciolo di pescatori (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/500 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

 

Foto 6 | Faro de Cavalleria (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/1000 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

Poi ci dirigiamo verso il faro. Più che l’edificio in sé (Foto 6), comunque ben restaurato, è il panorama ad attrarre la nostra attenzione. E’ infatti possibile passeggiare sul retro dell’edificio, lungo un muretto dal quale si può ammirare il nostro bellissimo Mar Mediterraneo in tutto il suo imponente colore blu (Foto 7).

Foto 7 | Panorama dal Faro de Cavalleria (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/500 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

I colori di Minorca: Cala Tirant

Dopo questa visita mattutina, ci spostiamo a pochi chilometri di distanza, sulla spiaggia di Cala Tirant. Si parcheggia sul promontorio che la domina e si scende lungo un sentiero facile. I colori di questa spiaggia ci colpiscono subito (Foto 8). Si passa dal rosso dei minerali ferrosi trasportati da un fiumiciattolo che taglia in due la spiaggia, al giallo dorato della sabbia, al verde della vegetazione che durante la primavera avvolge letteralmente quest’isola, al blu del cielo attraversato da candide nuvolette primaverili.

Foto 8 | La spiaggia di Cala Tirant (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 8, 1/2000sec, f/1.8, ISO 20, mano libera, panoramica).

Per giungere alla spiaggia si passa attraverso un sentiero ben tenuto con un ponticello che passa sopra una zona umida attraversata da un piccolo corso d’acqua e da un mare di margherite. Questo scenario di Minorca non è la norma a cui sono abituati i turisti “estivi” perché poi, qualche mese più tardi, l’isola si spoglierà delle sue vesti primaverili e assumerà una configurazione che non voglio nemmeno immaginare.

Dopo un pranzo veloce a Platges de Fornell, ce ne ritorniamo a casetta fermandoci a Es Mercadal a fare un po’ di spesa. E anche il secondo giorno viene archiviato.

Cabo Favaritx e il suo faro

Nel terzo giorno, nonostante le condizioni meteo un po’ nuvolose, facciamo un salto alla spiaggia di Son Bou (spiaggione chilometrico…). Nulla di che…

Dopo pranzo, nonostante la giornata sempre un po’ nuvolosa (e purtroppo si vede dalle foto…), ci addentriamo nell’estremo nord-est dell’isola, verso Cabo Favaritx.

Foto 9 | Faro di Cabo Favaritx (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/250 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

Già prima di arrivare al faro, quando si fa l’ultima curva prima dello spiazzo in cui si parcheggia, col laghetto piatto sulla sinistra e le rocce grigie ed opache, sembra di stare sulla luna. Rocce interessanti, con le quali è un attimo costruirsi una preistorica punta di freccia. Anche qui si può camminare liberamente sulle rocce che circondano il faro e sui vari promontori da cui ammirare la tranquillità del posto, almeno in questo momento dell’anno (Foto 9 e 10).

Foto 10 | Faro di Cabo Favaritx (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/500 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

Es Mercadal

Sulla strada di casa ci fermiamo a Es Mercadal, una delle cittadine più grandi di Minorca. Si può consumare un buon gelato a La Fabrica de Farry e passeggiare per le vie chiuse al traffico di questo paesino che tuttavia ha poco altro da offrire (Foto 11).

Foto 11 |Es Mercadal (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 8, 1/2000sec, f/1.8, ISO 20, mano libera ).

Cala Mitjana

Accanto al nostro appartamento minorchino, una sbarra chiusa con un catenaccio segnava l’entrata verso uno dei sentieri che porta verso una delle insenature più belle dell’isola (Foto 12): Cala Mitjana (come diavolo si pronuncerà poi…?!?). Decidiamo di visitarla durante il nostro quarto giorno di permanenza sull’isola, raggiungendola attraverso un sentiero piacevole, immerso nel verde e costeggiato da decine di specie vegetali diverse, alcune delle quali in piena fioritura.

Foto 12 | Cala Mitjana (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/200 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

La caletta è davvero suggestiva. Non appena la si intravede fra gli alberi lascia senza fiato per il suo carattere selvaggio ma tranquillo e cromaticamente paradisiaco. Circondate da una pineta, le due spiaggette Mitjaneta e Mitjana si affacciano praticamente su una piscina. Il fondale chiaro e sabbioso esalta la purezza dell’acqua, una delle caratteristiche più spiccate di questa isoletta, che mi ricorda un po’, solo un po’ eh, le acque della nostra Sardegna. Purtroppo il periodo dell’anno non consentiva di fare il bagno, tanto più che la giornata non era proprio delle più calde… Ma questo ci importava poco. Qui il godimento principale era nell’ammirare le bellezze dell’isola, per cui…missione compiuta!!!

Binibeca Vell

Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro a Binibeca Vell (Foto 13), uno dei più caratteristici posti da visitare a Minorca. Si tratta di un complesso turistico ricreato a immagine e somiglianza dei piccoli paesini di pescatori del Mediterraneo: case bianche (Foto 14), silenzio, stretti vicoli, piccoli bar e ristoranti fanno di questo posto un luogo ideale per una pausa di svago e riposo. Il grazioso borgo si affaccia su un piccolo porto. Ristoranti e negozietti di souvenir renderanno speciale il vostro momento di svago con meravigliose vedute sul mare.

Foto 13 | Binibeca Vell (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/1000 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera). Click to see it High Resolution.

E’ il silenzio che attraversa i viottoli stretti e labirintici a farla da padrone in questo periodo. Binibeca, nonostante non sia altro che una ricostruzione, ha il suo fascino e la sua magia.

Foto 14 | I tetti di Binibeca Vell (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/1000 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

Monte Toro

Prima di rientrare a casa, nonostante l’atmosfera non fosse proprio così tersa, decidiamo di andare sul Monte Toro, il punto più alto dell’isola di Minorca a circa 342 metri s.l.m.

Foto 15 | Vista verso nord dal Monte Toro (342m slam, Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/200 sec, f/11, ISO 100, mano libera).

Dal Monte Toro, sul quale sorge un vecchio monastero, ci si può fare un’idea di quanto sia estesa Minorca, di quanto frastagliate siano le sue coste e di come la vegetazione ricopra quest’isola in questo periodo dell’anno (Foto 15).

Santo Tomàs

Un mare che mi piacerebbe rivedere nella stagione calda è quello della spiaggia di Santo Tomàs, visitata nel nostro quinto giorno di permanenza. Il motivo è molto semplice: mi ci vorrei tuffare (Foto 16). E poi il ristorantino sulla spiaggia non è niente male (Es Pins).

Foto 16 | L’acqua di Santo Tomàs (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 8, 1/2000sec, f/1.8, ISO 20, mano libera ).

Arenal de Son Saura e Arenal d’en Castell

Il nostro tour delle spiagge minorchine si conclude nel sesto giorno con altri due “must“, entrambi a nord dell’isola. L’Arenal de Son Saura è forse una delle più belle viste a Minorca, circondata dal verde, acque cristalline e costruzioni non troppo invadenti (Foto 17).

Foto 17 | Arenal de Son Saura (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/500 sec, f/8, ISO 100, mano libera).

L’impressione che danno alcune spiagge di Minorca è quella di essere più selvagge di quanto non lo siano in realtà. Son Saura ne è un esempio, mentre l’esempio opposto, all’insegna della deturpazione paesaggistica, è Cala Galdana. Ovviamente, la bassa stagione amplifica questa sensazione di lontananza dalla civiltà, ma alla fine era proprio quello che cercavamo con questa vacanza. Altro esempio non proprio virtuoso è, invece, l’Arenal d’en Castell (Foto 18) ed è davvero un peccato.

Foto 18 | Arenal d’en Castell (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/400 sec, f/10, ISO 100, mano libera).

Arenal d’en Castell è una spiaggia molto frequentata già fuori stagione e non oso pensare cosa possa diventare in piena stagione estiva. Il fatto è che qui il mare è davvero caraibico: acque basse e incredibilmente turchesi che d’estate, vista la protezione data dai due promontori che chiudono la spiaggia in un abbraccio di roccia, diventano calde, molto calde… Metteteci un mojito…e il gioco è fatto!!!

Foto 19 | #vacanzefinite

El Gallo

Come da tradizione, ogni vacanza si conclude con una cena e per questa occasione scegliamo El Gallo. Non fatevi ingannare dall’apparenza, El Gallo è tutta sostanza. Quantità e qualità. Grigliata e paella (Foto 20) a volontà, senza paura e cascherete in piedi senza spendere una fortuna.

Foto 20 | La paella di El Gallo (Minorca, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 8, 1/4sec, f/1.8, ISO 100, mano libera ).

 

 

Considerazioni finali

Minorca è un’isola molto bella nel periodo primaverile. Merita di essere visitata e forse una settimana non è sufficiente. E’ la vegetazione lussureggiante a caratterizzarla, ma anche le sue spiagge non scherzano. Dal punto di vista dei servizi, la bassa stagione non è il massimo anche se sembra esserci un “risveglio” già ad inizio Maggio. Dal punto di vista enogastronomici non è certo peculiare come Lanzarote (vedi qui: 2016 e 2017), ma ci si può accontentare e forse con qualche giorno in più avremmo potuto scovare qualche altro posticino interessante come El Gallo.

Accoglienza: 3 out of 5 stars (3 / 5)
Natura: 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)
Cibo: 3 out of 5 stars (3 / 5)
Viabilità: 2 out of 5 stars (2 / 5)
Punteggio complessivo: 3 out of 5 stars (3 / 5)

Dove sono state scattate le foto?


Articolo postato in <<Canon 24-105 f/4 L IS USM, Canon EOS 6D, iPhone 8, Paesaggi, Samyang 14mm f/2.8 IF ED UMC Aspherical>> e taggato con <<, , , , , , , , , , , , , , , , , >>. Aggiungi il permalink ai preferiti.

Il confronto è il sale dell'apprendimento. Commentate, scrivetemi, mandatemi un saluto.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.