Come fare un “blend” in Photoshop – L’esempio dei fuochi pirotecnici

Fuochi di Sant’Elia (Peschici, Italia) – Blend di 5 scatti esposti per 8? ciascuno (Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, f/8.0, ISO 100, treppiede, telecomando).

Questo “mini-tutorial” nasce dal fatto che ho perso un sacco di tempo per niente, alla ricerca di un metodo per unire e sovrapporre più scatti di fuochi d’artificio per ottenere una unica immagine d’effetto che rendesse meglio l’idea dello spettacolo. Prima di tutto, cos’è un “blend”? Con questo termine si intende una unione o, meglio, una fusione di più scatti. Gli scatti che si va ad unire devono tuttavia soddisfare alcuni requisiti per poter essere uniti in maniera soddisfacente. Vediamo nella fattispecie il caso del blend per i fuochi d’artificio.

L’esempio dei fuochi d’artificio (metodo di fusione “Schiarisci”)

Requisiti di partenza

Prima di tutto gli scatti da unire devono essere ripresi possibilmente alla stessa focale, con lo stesso obiettivo e nelle medesime condizioni di scatto. Poi l’inquadratura dovrebbe essere fissa, usando quindi un treppiede, in maniera tale che tutti gli scatti abbiano lo stesso sfondo nella stessa posizione e che differiscano solamente per la presenza di diversi fuochi d’artificio. Pur rischiando di essere ridondante, riprendo alcuni consigli già riportanti nel post sui Fuochi di Sant’Elia: come prima cosa, usare un treppiede e un telecomando, in maniera tale che la macchina fotografica resti posizionata stabilmente. Se avete la possibilità, come in questo caso di posizionarvi su un punto rialzato è molto meglio soprattutto in presenza di acqua, per il riflesso più ampio che otterrete nell’inquadratura. Consiglio poi di esporre manualmente per 5-10 secondi (io ho impostato l’esposizione per tutti gli scatti a 8″), affinché il fuoco d’artificio esploda ed imprima la sua intera forma sul fotogramma, a 100ISO (o la risoluzione nominale più bassa che avete nella vostra fotocamera) per evitare rumore e sovraesposizioni soprattutto nel punto di esplosione. Consiglio di mantenere il diaframma a f/8.0 per mettere a fuoco bene tutta la scena, prendendo come riferimento per la messa a fuoco un punto dello sfondo (ad es. nel mio caso le casette del centro) e non la messa a fuoco su infinito (?), perché la vostra lente potrebbe avere una taratura non perfetta. Ovviamente, disattivate l’autofocus. Usate se possibile una lente grandangolare, soprattutto se prevedete che ci siano numerosi punti di lancio. Altro consiglio, valutare bene l’inquadratura (o composizione) per evitare che i fuochi più belli sfuggano verso i bordi del fotogramma (a me, purtroppo, è capitato). E’ preferibile ampliarla e poi croppare ex post, piuttosto che cercare di riempire il fotogramma a piena risoluzione e poi vedersi sfuggire i fuochi più belli, alti e colorati. Ultima nota: attenzione al fumo. Se vi va bene il vento lo porta via (come nella prima serata di Sant’Elia), ma se vi va male  (come nella seconda serata, ahimè; vedi le foto nella galleria qui sotto…) dopo i primi fuochi vi troverete delle foto piene di fumo, quindi non solo meno piacevoli ma anche più difficili da unire in blend in post-produzione. Consiglio: concentratevi sui primi fuochi, quando il fumo deve ancora invadere la scena.

Selezione degli scatti

La scelta degli scatti è particolarmente importante. E infatti opportuno scegliere scatti con fuochi espansi, in posizioni diverse e con colori diversi, cosa che non è facile perché molto spesso i fuochi vengono lanciati dalle stesse posizioni e raggiungono la stessa altezza. Ecco gli scatti che ho scelto per questo esempio di blend:

 

Suggerisco di sviluppare i file RAW aggiungendo un paio di punti di saturazione, per esaltare i colori dei fuochi e riducendo un po’ le alte luci qualora il centro del fuoco (punto di esplosione) fosse particolarmente sovraesposto.

Workflow di Photoshop

Praticamente il più è fatto. Una volta scelti gli scatti da unire e dopo averli convertiti in file TIFF (a 8 bit), i file vanno aperti in serie da Photoshop (File>Script>Carica file in serie). Se pensate che gli scatti non siano già ben allineati, spuntate “Tenta di allineare automaticamente le immagini sorgente“, altrimenti ignorate questa opzione. A questo punto, dato l’OK, Photoshop caricherà le immagini come livelli diversi nello stesso file.

A questo punto, consiglio di preparare i diversi livelli prima della fusione, aumentando la saturazione in maniera selettiva solamente sui colori del fuoco pirotecnico. Potete anche selezionare manualmente l’area del fuoco (per non cambiare anche i colori dello sfondo) e creare un nuovo livello che unirete al suo sfondo solamente dopo averlo saturato (io uso il Filtro Camera Raw per la correzione selettiva dei colori). Quando avrete preparato tutti i livelli, si potrà procedere al blend.

Rendete nascosti tutti i livelli ad eccezione di quello più basso (il primo dal basso) e di quello sovrastante (il secondo dal basso). In questo modo avrete il controllo di quanto state facendo. Selezionate il secondo livello dal basso e impostate come metodo di fusione “Schiarisci” (vedi schermata qui sotto).

La prima operazione di fusione con il metodo “Schiarisci”.

Questa operazione avrà come risultato che solamente il contenuto del secondo livello che presenta differenze in termini di maggiore luminosità rispetto al primo livello sarà aggiunto al livello sottostante. Lo sfondo, che invece è identico, non sarà sovrapposto e rimarrà lo stesso (a meno che non si siano aggiunte delle luci, ad esempio dei riflessi o una maggiore illuminazione data dall’esplosione del fuoco). Procedete allo stesso modo coi livelli sovrastanti fino ad avere una sovrapposizione completa. Poi unite tutto, aumentate un po’ la nitidezza con una maschera di contrasto ed è fatta.

Visto? L’avevo detto che era semplicissimo!!!

P.S. Si può anche barare…

Per ovviare al fatto che spesso i fuochi vengono sparati dallo stesso punto esplodendo più o meno alla stessa altezza (risultando quindi in un blend con i fuochi concentrati tutti nello stesso punto) si può….barare!!! Ovvero, nello scatto originale, prima della fusione, si può selezionare il fuoco e spostarlo sullo sfondo buio (“shift“), magari anche di poco, giusto quanto basta per non farlo sovrapporre esattamente agli altri fuochi. In questo modo potete sfruttare al meglio un angolo di ripresa più ampio, senza che questo porti a troppe zone buie nel blend finale (vedi risultato qui sotto).

Fuochi di Sant’Elia (Peschici, Italia) – Blend di 5 scatti esposti per 8? ciascuno dopo operazione di shift (Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, f/8.0, ISO 100, treppiede, telecomando).


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