Prima parte – Lanzarote: l’isola che non ti aspetti

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Foto 01 – La Graciosa (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/2000-1/2500 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera, unione di 7 scatti, circa 28Mpixel). N.B. Sembra che l’isola si specchi sul cielo!!! Foto scattata dal Mirador del Rio.

Fino a qualche tempo fa associavo la frase “Vado in vacanza alle Canarie” ad un certo genere di vacanza, non necessariamente interessante dal punto di vista fotografico (ormai non prescindo più da questo aspetto, per la gioia di chi viaggia con me…) e fatta prevalentemente di mare e giornate passate a rosolarsi in spiaggia sotto il sole tropicale. Beh, ovviamente, le Canarie sono anche tutte queste cose, ma Lanzarote è un po’ atipica. Giusto qualche riga e qualche scatto per farvi venire la voglia di prendere un volo low cost per andare a visitare questa specie di paradiso naturalistico, proclamata “Riserva Naturale della Biosfera” nel 1999 dall’Unesco, proprio per via della sua ricca storia geologica e del suo ancora intatto ecosistema. Molti vi diranno che è un posto per pensionati, ma in realtà non è così. E’ un posto anche per le famiglie e per chi vuole passare un po’ di tempo rilassandosi fra le bellezze della natura.

Premessa

Va fatta innanzitutto una premessa, che ha influenzato significativamente il mio viaggio dal punto di vista fotografico. Innanzitutto, il viaggio non è stato propriamente “mio” bensì “nostro”, dato che ci sono andato con tutta la mia famigliola e anche con dei carissimi amici. Eravamo in sette, di cui 3 bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni. La presenza dei bambini ha, per ovvi motivi, comportato un certo tipo di scelta dei posti da visitare, cercando di escludere quelli più “faticosi” e/o “pericolosi”, optando di tanto in tanto anche per quelli più prettamente turistici.

Una nota di carattere logistico: se vi capita noleggiate l’auto da Cabrera Medina, perché costa meno degli altri con un parco auto comunque di tutto rispetto. Noi abbiamo noleggiato una Opel Zafira a 7 posti nuova di zecca. Non preoccupatevi per le strade: a Lanzarote sono tutte in ottime condizioni anche quando passano in mezzo alle zone vulcaniche!!! Noi abbiamo preso un appartamento (con Airbnb, ndr) a Yaiza, sulla costa del Papagayo (sud), da cui in poco più di un’ora è possibile raggiungere il vertice opposto dell’isola verso nord. Ultima considerazione: il periodo ideale per andarci è fine aprile-primi di maggio, perché c’è poca gente e il clima è molto più vivibile che in piena estate. Unico rischio il vento, che è una costante da questa parti.

Attrezzatura

Con me, oltre al mio iPhone 6, ho portato poca roba, lo stretto indispensabile, per il timore di andare oltre i limiti di peso, sempre troppo bassi, che le compagnie low cost (Ryan Air nel nostro caso, ndr) impongono. Poca roba vuol dire Canon EOS 6D con Canon 24-105 f/4 L IS USM. Flessibilità, pesi contenuti e qualità. Stop.

Spiagge

Nel breve resoconto fotografico di quanto ho potuto vedere ed ammirare a Lanzarote, le spiagge meritano sicuramente di essere citate, non solo per la qualità dell’acqua (vedi Foto 02, scattata con il mio iPhone 6, non è di gran qualità ma da un’idea della limpidezza dell’acqua di Lanzarote), che era davvero notevole ovunque (e voglio anche vedere, siamo in mezzo all’oceano!!!), ma anche per la bellezza dal punto di vista paesaggistico-naturalistico di alcune di queste che faccio rientrare nel capitolo “spiagge” anche se non sono proprio accessibili ed “usufruibili” come tali.

Playa Dorada (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 6 in modalità panorama, 1/3597 sec, f/2.2, ISO 32, mano libera).

Foto 02 – L’acqua di Playa Dorada (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 6, 1/3597sec, f/2.2, ISO 32, mano libera). Sullo sfondo, in lontananza, l’isola di Fuerteventura. A Playa Dorada ci si accede dalla strada che dal centro di Playa Blanca (Comune di Yaiza) porta verso la Costa del Papagayo.

Fra tutte le spiagge che siamo riusciti a visitare, sicuramente quelle situate in prossimità di Punta del Papagayo sono le più belle. Si tratta di 3 spiagge principali, separate l’una dall’altra da speroni di roccia lavica, talvolta nera, altre volte con sfumature rosse e gialle. Playa Mujeres, la più grande delle tre, seguita da Playa del Pozo (Foto 03) e, infine, dalla più famosa Playa del Papagayo.

Rinascita (Parco nazionale di Timanfaya, Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/60 sec, f/4.0, ISO 100, mano libera dal bus…).

Foto 03 – Playa del Pozo e Playa Mujeres (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/400 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera). Per arrivare ad entrambe le spiagge si segue la direzione “Papagayo”. Una volta arrivati al parcheggio dalla lunga, ma paesaggisticamente piacevole, strada bianca, si può accedere a tutte le spiagge.

Il fascino paesaggistico e la bellezza naturalistica di Playa del Papagayo (Foto 04), ma anche delle altre due, si possono apprezzare solamente se si visita Lanzarote fuori dai periodi “caldi”, altrimenti il sovraffollamento, in parte giustificato, di questi luoghi potrebbe farvi perdere gran parte del loro appeal. Va anche detto che oltre che sentirsi più rilassati quando c’è meno gente, ci si sente anche molto più “VIP”, non nei confronti degli altri, ma nei confronti della natura, che sembra concedersi maggiormente. Appena sopra la lingua di roccia che divide Playa del Papagayo da quella del Pozo, c’è un simpatico locale dove si può pranzare tranquillamente, godendosi il magnifico paesaggio sottostante. Queste spiagge sono raggiungibili facilmente in auto, passando per una strada non asfaltata, ma ben tenuta, che per qualche chilometro vi catapulterà all’interno del “deserto di Lanzarote” con il monte “Hacha Grande” che la fa da padrone (Foto 09, “Monti e cielo”), per poi approdare ad un ampio parcheggio in vicinanza delle tre spiagge, raggiungibili a piedi in pochi minuti.

Playa del Pozo e Playa Mujeres (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/400 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

Foto 04 – Playa del Papagayo (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/320 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera). Sulla sfondo in alto a sinistra, in lontananza, l’isola di Fuerteventura.

Il fatto che queste tre spiagge siano tutto sommato accessibili le rende sovraffollate nei periodi più caldi (così mi è stato riferito da alcuni amici), cosa che, invece, non succede sicuramente per la spiaggia che divide l’Oceano Atlantico dal Lago Verde (Foto 05).

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Foto 05 – Lago Verde (Charco de Los Clicos, El Golfo, Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/400-1/80 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera, unione di 11 scatti). N.B. Dall’unione degli scatti risulta una foto da 72 Mpixel!!!

Il cosiddetto Lago Verde (Charco de Los Clicos) si trova nella località di El Golfo e si raggiunge facilmente grazie alla ottima viabilità di Lanzarote. Questa denominazione non rende giustizia a questo posto davvero simbolico, che riassume in sè tutti i colori di Lanzarote: il nero della lava solidificata, il rosso della roccia vulcanica, l’azzurro acceso del mare e del cielo e il verde che simboleggia in qualche modo la vita che a Lanzarote non ha mai smesso di pulsare. Il golfo entro cui si è formato il Lago Verde non è altro che il bordo di un antico cratere vulcanico che probabilmente è collassato sotto il proprio peso lasciando spazio al mare e alle infiltrazioni di acqua che col tempo hanno iniziato ad ospitare le alghe che conferiscono la tipica colorazione al lago. E’ possibile seguire un percorso lungo il bordo del cratere ma non è comunque consentito far ei bagno e neppure toccare l’acqua del lago, per non correre il rischio di alterare il delicato equilibrio instauratosi nel corso dei millenni.

Vulcani

La presenza dei vulcani è l’elemento caratterizzante di Lanzarote, anche se fino a poco più di 300 anni fa non lo erano in maniera così preponderante. Fu nel 1730 che iniziarono a svilupparsi, in seguito a numerose scosse di terremoto, delle eruzioni vulcaniche, catastrofiche a tal punto da distruggere interi paesi e mettere in ginocchio le attività agricole che consentivano agli abitanti dell’isola di autosostentarsi. Per avere un assaggio della catastrofe che ha letteralmente trasformato la fisionomia dell’isola, basta fare un piccolo tour con l’autobus del Parco Nazionale di Timanfaya (Foto 06 e 07).

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Foto 06 – Rinascita (Parco nazionale di Timanfaya, Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/60 sec, f/4.0, ISO 100, mano libera dal bus…). Purtroppo il vetro dell’autobus segnato dalle gocce d’acqua mi ha fatto perdere un po’ di tempo in post-produzione per togliere qualche alone.

Vulcano (Parco nazionale di Timanfaya, Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/200 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

Foto 07 – Vulcano (Parco nazionale di Timanfaya, Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/200 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera). Dopo aver scattato questa foto ho realizzato che forse questo è il vulcano più paparazzato di tutto il parco. D’altra parte i suoi colori lo rendono particolarmente attraente…

Qui si può avere un’idea ben precisa di cosa abbiano significato le eruzioni vulcaniche di 300 anni fa, ovvero una vera e propria cancellazione della vita sull’isola, i cui abitanti hanno dovuto riadattarsi ad un ambiente notevolmente diverso da quello in cui avevano ormai messo a punto, ad esempio, le giuste tecniche agronomiche per poter sfruttare il comunque fertile terreno dell’isola in cui anche le temperature sempre primaverili, se ben sfruttate, possono rappresentare un vantaggio.

Un esempio di come gli abitanti di Lanzarote abbiano saputo trarre vantaggio dalla loro “vulcanica isola”, si può trovare facilmente nella zona centrale dell’isola denominata “La Geria“. Qui i viticoltori hanno saputo sfruttare il fertile terreno vulcanico ricco di minerali “freschi” e la capacità della roccia lavica di trattenere l’umidità. In pratica vengono praticati degli svasamenti di diametro variabile sul terreno al centro dei quali viene piantata una vite (senza portinnesto, dato che qui la fillossera non è mai arrivata e, probabilmente, neppure sopravvivrebbe). Il suolo circostante viene poi ricoperto da un nero ghiaino di origine vulcanica, che trattiene l’umidità notturna e che la rilascia durante il giorno permettendo alla vite di “estrarre” i minerali di cui è ricchissimo il suolo di origine vulcanica. Spesso queste “svasature” sono circondate da muretti di pietra il cui scopo è proteggere le piante dal vento che sferza costante. Beh, insomma, fate prima a guardare la Foto 13.

Altri posti interessanti

Ovviamente Lanzarote non è solo spiagge e vulcani, ma c’è anche altro. Il paesaggi costiero è bello lungo tutta l’isola e uno dei posti che vale la pena visitare sono sicuramente le Saline di Danubio, che prendono in nome dal lago salino che si è formato all’interno della piccola insenatura che ospita le saline. Nulla di speciale, si potrebbe dire. Beh, se la vista sulle saline ve la godeste da un ottimo ristorante, forse cambiereste idea… Ed è quello che abbiamo fatto (Foto 08). Qui, al Mirador de las Salinas, si può mangiare la migliore, a detta di molti, paella di Lanzarote. E se la accompagnate con l’ottima Malvasia del posto, vi garantisco che è davvero il top!!!

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Foto 08 – Salinas de Janubio (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 6 in modalità panorama, 1/3000 sec, f/2.2, ISO 32, mano libera). La foto è stata scattata dal ristorante Mirador de las Salinas, in cui abbiamo mangiato quella che a detta di molti è la miglior paella di Lanzarote.

Anche l’entroterra, tuttavia, ha il suo fascino. Vulcani a parte, il paesaggio più “antico” di Lanzarote, quello che non è stato ricoperto dalle recenti eruzioni, con i suoi mini-deserti e i suoi monti dai dolci lineamenti è altrettanto affascinante (Foto 09). Ma anche le zone agricole come La Geria hanno il loro fascino, come già detto sopra (Foto 13).

Salinas de Janubio (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 6 in modalità panorama, 1/3000 sec, f/2.2, ISO 32, mano libera).

Foto 09 – Monti e cielo (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 6, 1/2326 sec, f/2.2, ISO 32, mano libera). Lungo la strada, ogni tanto, vale la pena fermarsi ad ammirare le ombre delle onnipresenti nuvole proiettate sulle montagne (qui il monte Hacha Grande) dai dolci lineamenti che derivano da eventi orogenetici più antichi.

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Foto 10 – Lanzarote dal Mirador del Rio (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/400 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera). Lanzarote è così, un continuo incastro di forme e colori, nuvole e cieli azzurri, rocce opache e strisce verdi.

Noleggiare l’auto per qualche giorno è la soluzione migliore per visitare Lanzarote e rendersi conto della grande eterogeneità dei suoi paesaggi, ricchi di colori e di forme, che vanno dai toni accesi e saturi delle colline più dolci (Foto 10), al nero opaco della roccia vulcanica della costa a sud-ovest che si riversa nel blu dell’oceano (Foto 11).

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Foto 11 – Roccia lavica e mare (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 6, 1/4950 sec, f/2.2, ISO 32, mano libera). Lungo la strada che da El Golfo porta verso sud alle Saline di Janubio sono ben visibili i segni delle eruzioni che all’inizio del ‘700 hanno stravolto la fisionomia dell’isola. Qui la roccia lavica incontra il mare e ci si sente quasi degli intrusi, tanta è la forza dell’impatto visivo che lascia questa immagine, che difficilmente si può rendere in foto.

Se andate a Lanzarote con la famiglia, non può mancare una sosta al Giardino dei Cactus. Questo posto non è una collezione qualunque, ma è un’opra d’arte. Girando per l’isola, noterete sicuramente (in corrispondenza di alcune rotatorie, ad esempio, ma non solo) la mano di un artista. Quell’artista è il Manrique. César Manrique, nativo di Lanzarote (Arrecife, 1919) può essere definito un artista urbano, in quanto la maggior parte delle sue opere più importanti è fruibile direttamente poiché molte delle sue sculture, edifici e giardini si collocano proprio lungo le strade, sparse un po’ qua e là nell’isola. Il Mirador del Rio, ad esempio, è un edificio progettato da questo artista, come lo è anche il Giardino dei Cactus, appunto.

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Foto 12 – Giardino dei Cactus. Opera del Manrique (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/160 sec, f/8.0, ISO 100, mano libera).

La particolarità di questo giardino, che è in pratica una collezione botanica di svariate decine di specie di cactus, risiede nei terrazzamenti che circondano questo “buco”, all’interno del quale è possibile, attraverso i vari camminamenti, osservare sostanzialmente nient’altro che dei cactus sistemati per bene fra le rocce vulcaniche,

Foto 13 - La Geria (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) - (Dati di scatto: iPhone 6, 1/1980sec, f/2.2, ISO 32, mano libera).

Foto 13 – La Geria (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: iPhone 6, 1/1980sec, f/2.2, ISO 32, mano libera).

Lanzarote in Technicolor

Lanzarote è una collezioni di colori incredibile. La costante è l’azzurro profondo del cielo, anche se spesso dietro alle nuvole. E’ un azzurro diverso, è l’azzurro del cielo oceanico spazzato continuamente dal vento e, soprattutto, senza inquinamento. Il secondo colore di Lanzarote è il nero. Ampie zone dell’isola sono interamente ricoperte da roccia lavica, che spesso va ad affogare nel mare azzurro forse più del cielo. Il terzo colore è il rosso. L’origine vulcanica di Lanzarote attraversa gran parte dello spettro luminoso dal nero si passa al rosso, ma anche al giallo dello zolfo. Ma anche il verde si nota moltissimo a Lanzarote, se non altro perché è ben visibile sullo sfondo vulcanico!!!

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Foto 14 – Lanzarote in Technicolor (Lanzarote, Isole Canarie, Spagna) – (Dati di scatto: Canon EOS 6D, Canon 24-105 f/4 L IS USM, 1/400 sec, f/4.0, ISO 100, mano libera).

In conclusione, quest’isola si è rivelata una sorpresa positiva sotto tutti i punti di vista, tanto che per noi rappresenta, al momento, la vacanza più bella. Andateci, possibilmente fuori stagione, noleggiate un’auto, giratela tutta e fatemi sapere.

Dove stono state scattate le foto?

Ecco una cartina con i segnaposto riportanti le spiagge, i ristoranti e le attrazioni che ho selezionato di Lanzarote. Nel livello “Foto” sono taggati i luoghi da cui sono state scattate le foto con il numero di riferimento presente in didascalia.

(C) 2017 Google


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