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	<title>Biomorus Photography</title>
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		<title>La mia post-produzione &#8211; 1a puntata: paesaggi et al.</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 10:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon EOS 7D]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sigma 10-20mm f/4-5.6 DC EX HSM]]></category>
		<category><![CDATA[Isola d'Elba]]></category>
		<category><![CDATA[livelli]]></category>
		<category><![CDATA[photoshop]]></category>
		<category><![CDATA[post-produzione]]></category>
		<category><![CDATA[sant'andrea di marciana]]></category>
		<category><![CDATA[scogliera]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>

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		<description><![CDATA[Come prima puntata della serie "La mia post-produzione", ho pensato di proporvi questa elaborazione di uno scatto effettuato all'Isola d'Elba meno di un mese fa. Dal RAW allo scatto elaborato, vi mostro come un principiante è in grado di tirare fuori qualcosina di interessante da un panorama di una scogliera a picco sul mare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">___________________________________________________________________________________________</span><br />
Come prima puntata della serie &#8220;La mia post-produzione&#8221;, ho pensato di proporvi l&#8217;elaborazione di uno scatto effettuato all&#8217;Isola d&#8217;Elba meno di un mese fa. Userò questo scatto per illustrare gli strumenti e le tecniche che più spesso potrebbero essere utili per modificare una fotografia che ritrae paesaggi. Qui sotto potete vedere il RAW convertito così com&#8217;è uscito dalla mia 7D equipaggiata con il fedele Sigma 10-20. Se vi interessa, potete scaricare il CR2 zippato cliccando sulla foto. Prima di iniziare, terrei a precisare che non sono un esperto di Photoshop e che sicuramente esiste un modo per post-produrre migliore di quello da me seguito per questo scatto. <span id="more-1345"></span>D&#8217;altra parte, penso anche che qualsiasi fotografia debba, se ne ha bisogno, essere necessariamente rielaborata dal proprio autore, perché solo lui ha visto con i propri occhi il soggetto e solo lui ha la visione di esso nella memoria con la quale far combaciare l&#8217;immagine finale ottenuta dopo la post-produzione.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 493px"><a title="Scarica il file CR2 (si apre solo con Canon Digital Photo Professional v3.7 e successive)" href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/uploads/2010/08/7D__2203.CR2.zip"><img class="ngg-singlepic ngg-none  " style="border: 4px solid silver;" title="Scatto RAW uscito dalla mia Canon EOS 7D" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pp-1a-puntata/dpp07da0807122041_raw.jpg" alt="dpp07da0807122041_raw" width="483" height="720" /></a><p class="wp-caption-text">Scatto RAW uscito dalla mia Canon EOS 7D con profilo immagine &quot;azzerato&quot; (cliccate sulla foto per scaricare il file CR2). Si possono già intravedere alcuni &quot;difetti&quot; da correggere, ma soprattutto vi assicuro che non è così che i miei occhi vorrebbero vedere questo scatto... (Dati di scatto: Canon EOS 7D, Sigma 10-20 f/4-5.6 DC EX HSM, f/11, 1/50s, ISO640, mano libera. Località: Sant&#39;Andrea di Marciana - Isola d&#39;Elba).</p></div>
<h3>Sommario</h3>
<ul>
<li><a href="#scatto">Lo scatto</a></li>
<li><a href="#stazione">La mia stazione di lavoro</a></li>
<li><a href="#sviluppo">Sviluppo del RAW e prime modifiche</a></li>
<li><a href="#fiori">Modifiche localizzate</a></li>
<li><a href="#ultime">Ultime modifiche con i livelli di regolazione</a></li>
<li><a href="#finale">Risultato finale</a></li>
<li><a href="#considerazioni">Considerazioni finali</a></li>
</ul>
<p><strong><a name="scatto"></a></strong></p>
<h3>Lo scatto</h3>
<p style="text-align: justify;">Ho eseguito questo scatto durante le mie vacanze all&#8217;Isola d&#8217;Elba, precisamente a Sant&#8217;Andrea. Come potete vedere dalla cartina qui sotto, le condizioni di luminosità erano molto buone dato che lo scatto è stato eseguito all&#8217;ora del tramonto, quando la luce è calda e morbida. Il sole di fine luglio tramontava nella posizione ideale, illuminando la scogliera senza ombre troppo pesanti. Il posto specifico dove mi ero posizionato era un po&#8217; alto ed ha richiesto un parziale rispolvero delle mie vecchie doti di scalatore (ma quando mai&#8230;). Avevo portato con me il mio treppiede, che non ho potuto posizionare a causa della rocciosità pendente del posto. Così mi sono dovuto accontentare di fare lo scatto a mano libera a 640ISO per avere un tempo di scatto decente a f/11. Il fatto è che ero andato in quel posto per fotografare il tramonto, che però, a causa della scarsità di nuvole, non era molto interessante. E così per passare un po&#8217; il tempo mi sono arrampicato e ho ammirato questa splendida scogliera che dietro le mie spalle sembrava reclamare attenzione. E meritatamente direi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="ngg-singlepic ngg-center" style="border: 4px solid silver;" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pp-1a-puntata/scatto.jpg" alt="scatto" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Mappa tratta da Google Maps e Google Earth. Nel riquadro potete vedere dove si posizione Sant&#39;Andrea nell&#39;Isola d&#39;Elba. Sono anche riportate le indicazioni di dove ho eseguito lo scatto (cerchio rosso), in che direzione (freccia rossa) e da dove proveniva la luce solare (freccia gialla).</p></div>
<p><a name="stazione"></a></p>
<h3>La mia stazione di lavoro</h3>
<p>Prima di descrivere il mio work-flow, volevo illustrarvi a grandi linee la composizione della mia &#8220;stazione di lavoro&#8221;, ovvero un MacBook Pro del 2006 su cui gira Snow Leopard, equipaggiato con un Intel Core Duo da 2Ghz, 2 Gb di RAM, un Hard Disk interno Seagate da 320Gb a 7200 rpm, due HD esterni (Iomega da 2Tb e Lacie da 4Tb) con diverse combinazioni RAID e collegati al mac via firewire. Solitamente sviluppo i RAW con Canon DPP (attualmente alla versione 3.8.1) che li passa direttamente a Photoshop, con cui eseguo tutte le modifiche che vi illustrerò di seguito. Nulla di eccezionale, verrebbe da dire, e infatti ogni tanto vado a bermi un caffè&#8230;</p>
<p>Software analoghi a DPP, sono altrettanto efficaci. Nei confronti di Adobe Camera Raw (ACR) mi trovate piuttosto critico, in special modo riguardo la politica di aggiornamento di Adobe che prevede, infatti, la cancellazione del supporto all&#8217;ACR precedente all&#8217;uscita di ogni nuova versione della suite (attualmente alla CS5). Ciò equivale a dire che, se per esempio avete Photoshop CS3 e la vostra fotocamera è uscita dopo il rilascio del CS4, sarete costretti ad acquistare l&#8217;aggiornamento intero a Photoshop CS4 (oppure la versione integrale) per poter aprire i RAW in ACR. La vecchia versione presente in CS3, infatti, non verrebbe più aggiornata per poter aprire i RAW della vostra macchina nuova. Al ché, mi girerebbero i cosiddetti&#8230; Altri software per aprire i RAW sono: DxO Optics Pro, Capture One, LR, Silkypix,e Fastone, rispetto alle caratteristiche dei quali non so assolutamente nulla.</p>
<p><a name="sviluppo"></a></p>
<h3>Sviluppo del RAW e prime modifiche: alte luci, recupero ombre, nitidezza e riduzione rumore</h3>
<p style="text-align: justify;">I primi difetti che ho tentato di attenuare sono riportati, prima e dopo le modifiche, nel pannello qui sotto. Il primo difetto consisteva nelle visibili bruciature delle nuvole (A e B nel pannello) che, per quanto dovessero essere effettivamente bianche, erano troppo &#8220;alte&#8221;. Questa correzione ho pensato di effettuarla direttamente sul RAW aperto in DPP (Luce=-2), dato che dal file grezzo è possibile recuperare più informazioni rispetto al colore solo apparentemente bruciato. Come potete vedere nel ritaglio al 100% che ho riportato in A e B, la differenza non è molto visibile per la singola nuvola, ma vi assicuro che nell&#8217;insieme il cielo è migliorato di molto. Consiglierei di recuperare sia le alte luci che le ombre direttamente dal RAW converter, nel mio caso DPP, per il semplice motivo che lavorando sul file grezzo è possibile recuperare il massimo delle informazioni in esso contenute. Una volta convertito, specie se tramite algoritmi di compressione (JPEG, LZW, etc.), alcune informazioni vanno perse e non sono più recuperabili. Il secondo difetto piuttosto visibile ingrandendo al 100% è la scarsa nitidezza della foto, dovuta ad una non perfetta messa a fuoco (MAF) dell&#8217;accoppiata 7D-Sigma 10-20. Dopo l&#8217;ultimo aggiornamento firmware ho riscontrato alcune differenze rispetto alle tarature che avevo fatto in precedenza con l&#8217;utile funzione &#8220;Regolazione fine AF&#8221; della 7D. Purtroppo ho realizzato troppo tardi che questo avrebbe potuto compromettere la qualità tecnica dei miei scatti. Beh, che dire, mi accontento e intanto ci do una ripassata con la Maschera di contrasto di Photoshop al 200% con raggio 3 (troppo?). Come potete vedere, in questo caso la differenza si nota, eccome! Tra le varie funzioni per aumentare la nitidezza in Photoshop, alcuni preferiscono &#8220;Contrasto migliore&#8221; (Smart sharpen, in inglese). Io trovo più naturale la funzione &#8220;Maschera di contrasto&#8221;, anche se le differenze tra i due algoritmi sono veramente minime. Preferisco aumentare la nitidezza in Photoshop, perché l&#8217;algoritmo che impiega DPP non è molto accurato e crea parecchi artefatti. Inoltre, la funzione di Photoshop da la possibilità di specificare diversi parametri, tra cui il raggio in pixel, che possono essere utili per indirizzare l&#8217;aumento della nitidezza ai dettagli specifici che si intende evidenziare nello scatto che state modificando. Io adoro aumentare, forse talvolta oltremodo, la nitidezza negli scatti che mostrano delle rocce. Anche nel caso delle montagne, secondo me l&#8217;aumento di nitidezza dona tridimensionalità e realismo alla foto.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 952px"><img class="ngg-singlepic ngg-none " style="border: 4px solid silver;" title="Primi difetti" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pp-1a-puntata/difetti.jpg" alt="I primi difetti che ho corretto" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Primi difetti corretti sullo scatto. Le alte luci delle nuvole (A= prima, B=dopo la correzione con Luce=-2 in DPP) e la nitidezza non eccezionale (C=prima, D= dopo la correzione in Photoshop, con Maschera di contrasto 200-3-0).</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">A questo punto, di solito do una ripassata con Noise Ninja per togliere il rumore. Nel caso specifico, lo scatto non presenta particolari segni di rumore (stranamente&#8230;), ma una passata gliel&#8217;ho data comunque per &#8220;ammorbidire&#8221; leggermente gli effetti della maschera di contrasto. Quindi ho tirato un po&#8217; su le ombre, che soprattutto nella zona del mare in basso a sinistra compromettevano un po&#8217; l&#8217;equilibrio dello scatto. Sempre in Photoshop, con Luci/Ombre, ho impostato i parametri della sezione Ombre come segue: Quantità= 44%, Ampiezza tonale= 7%, Raggio= 67px. Avrei potuto farlo prima in DPP, ma probabilmente ho notato questa cosa solamente in Photoshop. A questo punto la foto risultava già un po&#8217; diversa rispetto all&#8217;inizio, come potete osservare qui sotto.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 493px"><img class="ngg-singlepic ngg-center " style="border: 4px solid silver;" title="Lo scatto dopo la prima serie di operazioni in DPP e Photoshop" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pp-1a-puntata/dpp07da0807122041_nr.jpg" alt="dpp07da0807122041_nr" width="483" height="720" /><p class="wp-caption-text">Lo scatto dopo la prima serie di operazioni in DPP e Photoshop. Le differenze rispetto al RAW originale sono notevoli...</p></div>
<p><a name="fiori"></a></p>
<h3>Modifiche localizzate: sostituzione del colore</h3>
<p style="text-align: justify;">Diverse altre cose non vanno ancora bene. Innanzitutto i fiori. Cos&#8217;hanno i fiori che non va? Beh, semplicemente li ricordavo più gialli!!! E più gialli siano. Per raggiungere il mio scopo, forse le strade sono molteplici. tuttavia ho preferito usare la funzione &#8220;Sostituisci colore&#8221;, che mi è più famigliare. A tale scopo ho ritagliato con lo strumento lazo la parte che conteneva i fiori in primo piano e, successivamente, quelli in secondo piano, che costituiscono così due livelli separati. Sui singoli livelli ho poi apportato le modifiche del colore. Riporto nell&#8217;immagine che segue le impostazioni che ho usato. In particolare, è importante determinare una giusta tolleranza per rendere più naturale il risultato ed evitare di estendere la sostituzione colore anche a parti indesiderate. Ritengo che questa tecnica possa rivelarsi utile in moltissime situazioni, quando parti della foto non presentino un colore abbastanza &#8220;soddisfacente&#8221;. Quindi, soprattutto nel caso dei paesaggi che generalmente presentano molteplici elementi inclusi nello scatto, penso sia utile poterne cambiare a piacere una parte, senza snaturare l&#8217;intera immagine. Nel caso in cui la sostituzione risultasse troppo evidente, suggerirei di diminuire l&#8217;opacità del livello.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="ngg-singlepic ngg-center" style="border: 4px solid silver;" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pp-1a-puntata/fiori_gialli_0.jpg" alt="fiori_gialli_0" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Screenshot dei parametri usati per l&#39;ingiallimento dei fiori tramite la funzione &quot;Sostituisci colore&quot;.</p></div>
<p><a name="ultime"></a></p>
<h3>Ultime modifiche con i livelli di regolazione</h3>
<p>E poi? Beh, per non appesantire eccessivamente il file di Photoshop ho usato i livelli di regolazione piuttosto che applicare le regolazioni direttamente ai livelli. Solitamente, infatti, cerco di tenere traccia delle modifiche per incorporarle nel livello solo alla fine, eventualmente. Per fare ciò dovrei duplicare il livello, ma ciò renderebbe molto pesante il file. Innanzitutto, saturazione e luminosità, la prima a +20 la seconda a +2. Poi un livello di regolazione per aumentare leggermente il contrasto, portato a 20, ed infine un piccolo ritocco alle curve secondo la classica &#8220;S&#8221;, ovvero spostando la curva sotto la diagonale nella parte bassa a sopra la diagonale sulla parte alta. Saturazione, luminosità, contrasto e curve vengono generalmente modificati nella quasi totalità degli scatti, quindi l&#8217;uso dei livelli di regolazione è universalmente applicabile.<br />
<a name="finale"></a></p>
<h3>Il risultato finale</h3>
<p>Ecco il risultato finale. Ah dimenticavo un piccolo dettaglio. Ho fatto un&#8217;ultima modifica, quasi impercettibile. Riuscite ad individuarla? Forse è più facile osservando il confronto diretto tra lo scatto iniziale e l&#8217;immagine elaborata finale.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 493px"><img class="ngg-singlepic ngg-center    " style="border: 4px solid silver;" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pp-1a-puntata/dpp07da0807122041_curves_0.jpg" alt="dpp07da0807122041_curves_0" width="483" height="720" /><p class="wp-caption-text">Ecco lo scatto elaborato. Decisamente meglio no?</p></div>
<p>Adesso riuscite ad individuare la differenza? Su dai, non è difficile.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 952px"><img class="ngg-singlepic ngg-center   " style="border: 4px solid silver;" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pp-1a-puntata/dpp07da0807122041_confronto.jpg" alt="dpp07da0807122041_confronto_1" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Dal RAW originale (a sinistra) alla foto rielaborata finale (a destra).</p></div>
<p><a name="considerazioni"></a></p>
<h3>Considerazioni finali</h3>
<p style="text-align: justify;">Alcune considerazioni conclusive per riassumere quanto illustrato. Innanzitutto, ho illustrato le tecniche di base e gli strumenti che più spesso impiego per ritoccare, pardon, elaborare le mie immagini che ritraggono paesaggi. Spero che qualcuno trovi utile questa descrizione. Nel caso qualcuno riscontri qualche errore nelle mie tecniche o in quello che ho scritto, è pregato di scrivermi (<a href="mailto:postmaster@biomorus.com">postmaster@biomorus.com</a>), perché anch&#8217;io sto ancora imparando e mi voglio migliorare. Non ho pretese didattiche, nel senso che non intendo attribuirmi alcuna capacità particolare da trasmettere a chicchessia. Ricordo solamente che, quando iniziai con la fotografia digitale ero letteralmente affamato di Photoshop e mi affannavo a trovare tutorial che potessero aiutarmi&#8230; Per questo motivo ho ritenuto utile buttare giù questo articolo.</p>
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		<title>Calda leggerezza</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 20:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon 400mm f/5.6 L]]></category>
		<category><![CDATA[Canon EOS 7D]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi rifaccio vivo dopo un silenzio più lungo del solito. Il lavoro ultimamente è stato piuttosto "pressante" e il tempo rimanente lo occupo con mio figlio. Nonostante questo silenzio, la mia attività fotografica è continuata e ho fatto diverse uscite ormai circa un mesetto fa... Nell'ultima di queste uscite, il mio amico/collega Franco mi ha fatto scoprire un piccolo paradiso per fotografi naturalisti, ovvero una garzaia che ci ha regalato non poche sorprese. Non ultima, una luce al tramonto spettacolare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DPP07DA0404002628 – Calda leggerezza</strong><strong> (<em>Egretta garzetta</em>)</strong> – (Canon EOS 7D, Canon 400mm f/5.6 L, 1/1000 s, f/5.6, ISO800, treppiede)</p>
<p>Mi rifaccio vivo dopo un silenzio più lungo del solito. Il lavoro ultimamente è stato piuttosto &#8220;pressante&#8221; e il tempo rimanente lo occupo con mio figlio. Nonostante questo silenzio, la mia attività fotografica è continuata e ho fatto diverse uscite ormai circa un mesetto fa&#8230; Nell&#8217;ultima di queste uscite, il mio amico/collega Franco mi ha fatto scoprire un piccolo paradiso per fotografi naturalisti, ovvero una garzaia che ci ha regalato non poche sorprese. Non ultima, una luce al tramonto spettacolare che ha reso possibili alcuni scatti da me fino a quel momento impensabili (da parte mia, ovviamente&#8230;). Durante questo sopralluogo mi sono reso anche conto che la lunghezza conta, ovvero avere avuto un 600 o, meglio, un 800mm non avrebbe guastato per niente.</p>
<p>Tra gli scatti più interessanti, ho pensato di postare questo, che forse è il simbolo di tutta la giornata passata a scattare. Le specie presenti in garzaia erano poche, ovvero oltre alle garzette (<em>Egretta garzetta</em>) decisamente in calore, c&#8217;erano parecchie nitticore (<em>Nycticorax nycticorax</em>) e, udite udite, ha fatto la sua inaspettata apparizione in volo uno splendido esemplare di mignattaio (<em>Plegadis falcinellus</em>). Per chi non lo sapesse, il mignattaio è un uccello della famiglia dei Threskiornithidae, alla quale appartengono anche gli ibis. Non è molto diffuso nella zona della laguna di Chioggia, dove ho scattato, ed ero molto soddisfatto per lo scatto in volo. Lo scatto di per sè non è un gran che, ma ero contento lo stesso. Lo posterò più avanti, magari anche con altre foto fatte ad altri esemplari che ho scovato in una zona barenale. Ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p>Tornando allo scatto qui postato, gli aspetti forse più rilevanti riguardano la luce. Scordatevi di ottenere scatti suggestivi con la luce delle 3 del pomeriggio! Il tramonto è magico! Fino a quando non ho visto la differenza che passava tra uno scatto fatto due ore prima del tramonto allo stesso soggetto e questa foto, non sapevo comprendere appieno l&#8217;importanza della qualità della luce. Il sole basso, inoltre ha consentito di avere uno sfondo scuro, perché ombreggiato. Il resto poi l&#8217;ha fatto la garzetta, con la sua grazia nel volare e la leggerezza del suo candido piumaggio che, alla luce calda del sole al tramonto, ha assunto una tonalità unica, irripetibile solo pochi minuti dopo.</p>
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		<title>Cugini</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 17:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon EOS 7D]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Sigma 50mm f/1.4 DG EX HSM]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo]]></category>

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		<description><![CDATA[Se qualcuno pensa che la caccia fotografica sia un genere tecnicamente difficile, dovrebbe provare con i bambini...!!! Per strappare uno scatto buono ci è voluta un'ora e tanta, tanta, tanta pazienza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DPP07DA0307101015 – Cugini</strong> – (Canon EOS 7D, Sigma 50mm f/1.4 EX DG HSM, 1/100s, f/4, ISO800, flash)<br />
Questo scatto è il risultato di più di un&#8217;ora di &#8220;appostamento&#8221; in un set improvvisato in casa. Se qualcuno pensa che la caccia fotografica sia un genere tecnicamente difficile, dovrebbe provare con i bambini&#8230;!!! Ci sono molteplici aspetti da considerare. Giusto alcuni: 1) Posizionarli a distanza &#8220;utile&#8221;; 2) Evitare che si cavino gli occhi; 3) Sopportare i pianti improvvisi a catena (prima uno poi l&#8217;altro&#8230;.); 4) Scattare di continuo, per aumentare le probabilità di avere uno scatto buono: è praticamente impossibile pretendere un minimo di posa; 5) Avere le mamme a portata di mano; 6) Procurarsi il maggior numero di giocattoli possibile; 7) Prendersi una camomilla prima di iniziare e, infine, portare tanta, tanta, tantissima pazienza. Poi, naturalmente, il risultato potrebbe stupirvi&#8230; <img src='http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pelagic trip &#8211; 14 Febbraio 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon 400mm f/5.6 L]]></category>
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		<category><![CDATA[pelagic trip]]></category>

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		<description><![CDATA[Una domenica decisamente diversa dal solito, fuori in mare, al largo del delta del Po, in compagnia di uno stormo di gabbiani affamati che hanno seguito per più di tre ore la scia della barca. Le specie osservate sono state ben cinque (forse sei...!!!). Qui un breve racconto della giornata che ha rappresentato il primo vero banco di prova, oltre che per me, anche per la mia 7D e per il 400mm f/5.6 L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h3><span style="color: #000000;">-</span></h3>
<h3>Sommario</h3>
<ul>
<li><strong><a href="#uscita">L&#8217;uscita in mare</a></strong></li>
<li><strong><a href="#comune">Gabbiano comune (<em>Larus ridibundus</em>)</a></strong></li>
<li><strong><a href="#reale">Gabbiano reale mediterraneo (<em>Larus michahellis</em>)</a></strong></li>
<li><strong><a href="#nordico">Gabbiano reale nordico (<em>Larus argentatus</em>)</a></strong></li>
<li><strong><a href="#gavina">Gavina (<em>Larus canus</em>)</a></strong></li>
<li><strong><a href="#mugnaiaccio">Mugnaiaccio (<em>Larus marinus</em>)</a></strong></li>
<li><strong><a href="#altro">Altre specie osservate</a></strong></li>
<li><strong><a href="#7D">Come si è comportata la 7D?</a></strong></li>
<li><strong><a href="#galleria">Galleria</a></strong></li>
</ul>
<p><a name="uscita"></a></p>
<h3>L&#8217;uscita in mare</h3>
<p style="text-align: justify;">Questo è forse lo scatto simbolo di tutta la giornata passata fuori in barca (Pelagic Trip), al largo del Delta del Po. Si tratta di due gabbiani reali mediterranei (<em>Larus michahellis</em>) che si contendono una preda (<strong>Questa me la magno io&#8230;!!!</strong> - <em>Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 </em><span style="color: #ff0000;"><em>L</em></span><em>, 1/1600s, f/5.6, ISO200, mano libera</em>). Tutto è nato quasi casualmente, perché quasi casuale è stato l&#8217;incontro, inizialmente solo virtuale, con Nicola Donà (vedi <a href="http://falcodipalude1.blogspot.com/" target="_blank">qui</a> il suo blog) che ha organizzato, appunto, l&#8217;uscita in mare. Inizialmente ero un po&#8217; perplesso su tutto. Mi chiedevo se ne avesse valso la pena, dato che saltuariamente soffro di mal di mare. E poi non sapevo quale attrezzatura sarebbe stata necessaria. Mah. Alla fine ci sono andato e mi sono portato dietro i miei pezzi migliori. E cioè, i miei due corpi macchina Canon EOS 7D e 450D, sui quali ho montato il nuovo Canon 400mm f/5.6 e il mio vecchio fidato Sigma 70-200 f/2.8, rispettivamente. Non avendo avuto la minima idea della distanza a cui avrei avuto i soggetti, ho pensato al 400 e ad uno zoom per essere un po&#8217; più flessibile. Non so se alla fine la scelta è stata giusta, ma qualche scatto decente l&#8217;ho portato a casa. Ho escluso il treppiede, e penso di aver fatto bene. In barca sarebbe stato solo un impiccio inutile. E poi scattare a mano libera mi diverte di più.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 01" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140A3437.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 01 - Gabbiano reale (Larus michahellis) ancora immaturo. Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/8000s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Partiti con una motonave da Porto Levante poco prima delle 10.00, abbiamo iniziato immediatamente a pasturare e all&#8217;istante i gabbiani hanno iniziato a seguirci (guarda il breve video qui sotto, di pessima qualità ma esaustivo). Non essendo particolarmente esperto di gabbiani, l&#8217;identificazione delle specie era affidata ai fotografi birdwatcher più esperti (&#8220;&#8230;guarda una gavina&#8230;.&#8221;, &#8220;&#8230;per me quello è un nordico&#8230;&#8221;, &#8220;&#8230;senti che il verso è più acuto? E&#8217; sicuramente una gavina&#8230;&#8221;). Tornato a casa, già avevo dimenticato la maggior parte delle identificazioni, a parte i reali mediterranei (<em>Larus michahellis</em>) e i comuni (<em>Larus ridibundus</em>) che so identificare da solo.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9621068&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9621068&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Il gabbiano è veramente un uccello affascinante e penso che sia un buon banco di prova per imparare ad identificare gli uccelli. Dopo un&#8217;attenta valutazione delle foto e grazie all&#8217;aiuto di Menotti Passarella (<a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://gabbianigulls.blogspot.com/" target="_blank">http://gabbianigulls.blogspot.com/</a> e <a onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://birdinggulls.do-talk.com/" target="_blank">http://birdinggulls.do-talk.com/</a>) e di Nicola Donà (<a href="http://falcodipalude1.blogspot.com/" target="_blank">http://falcodipalude1.blogspot.com/</a>) sono riuscito ad identificare la maggior parte delle specie fotografate, che sono sostanzialmente cinque (la sesta è troppo in dubbio, si tratterebbe di un gabbiano pontico). Riporto di seguito una breve descrizione, o meglio le mie impressioni, sulle specie osservate.</p>
<p><a name="comune"></a></p>
<h3>Gabbiano comune (<em>Larus ridibundus</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente ero un po&#8217; disorientato per il fatto che il piumaggio dei gabbiani fosse molto variabile anche all&#8217;interno della stessa specie, per motivi stagionali e di età. Poi, almeno per quanto riguarda i gabbiani comuni, ho iniziato ad orientarmi. In particolare, ho scoperto che gli esemplari con il capo di colore scuro (completo e parziale) non sono altro che comuni (<em>Larus ridibundus</em>) che hanno cambiato il piumaggio prima della stagione degli accoppiamenti (in abito nuziale, appunto). Devo dire che sono particolarmente simpatici (Foto 02) e anche piuttosto fotogenici.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 02" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0210171E16.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 02 - Gabbiano comune (Larus ridibundus) in abito nuziale. Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/2500s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gli adulti in abito invernale, invece, non presentano questa colorazione caratteristica. Infatti sono prevalentemente bianchi, come potete vedere nella foto qui sotto (Foto 03), con zampe e becco rossi che staccano molto sul piumaggio chiaro. Rispetto ai gabbiani reali, i gabbiani comuni hanno una taglia decisamente inferiore. Non per questo si lasciano sopraffare dai cugini più grossi. Infatti, durante l&#8217;intera uscita non si sono mai fatti spaventare e, anzi, spesso erano seguiti dai reali che cercavano di scippargli la preda (Foto 04) che i comuni si erano procurati attraverso doti di agilità e velocità decisamente strabilianti.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 03" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0214103626.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 03 - Gabbiano comune (Larus ridibundus) in abito invernale. Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/2500s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p><a name="reale"></a></p>
<h3>Gabbiano reale mediterraneo (<em>Larus michahellis</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;">Il gabbiano reale mediterraneo è abbastanza inconfondibile, secondo me, almeno quando è adulto. Il piumaggio è abbastanza definito e la colorazione gialla brillante del becco e delle zampe lo rendono abbastanza facile da identificare. Rispetto ai gabbiani comuni è parecchio più grande (vedi Foto 04, sotto) e la sua voracità nei confronti del cibo è veramente strabiliante. Alcuni esemplari continuavano a scipparsi reciprocamente il cibo, rincorrendosi in volo ed esibendosi in manovre acrobatiche degne di un aereo da caccia.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 04" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140F3335.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 04 - Gabbiano reale (Larus michahellis) che insegue un comune (Larus ridibundus) in abito invernale, cercando di sottrargli la preda. Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/800s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;espressione affamata è piuttosto evidente in alcuni scatti, in particolare nelle foto che seguono (Foto 05 e 06), con lo sguardo più da rapace che da gabbiano, urlando continuamente verso gli altri egualmente affamati. Le evoluzioni in volo di questi uccelli sono incredibili, come ho già detto sopra. Nella Foto 06 si può osservare come un gabbiano reale stia letteralmente frenando in avvicinamento ad altri esemplari che stavano pasteggiando (con una orata&#8230;).</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 05" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140F2945.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 05 - Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis), particolarmente affamato e arrabbiato. Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/1000s, f/5.6, ISO200, mano libera. Questa foto si è classificata al primo posto del concorso nazionale AUSF (link al sito AUSF Italia).</p></div>
<p>La forma e la struttura delle ali di questi volatili costituiscono un aspetto sicuramente interessante ed affascinante, almeno dal mio punto di vista. Nella foto sottostante (Foto 06) potete osservare proprio questo aspetto in una situazione &#8220;particolare&#8221;, ovvero durante una frenata dopo una specie di picchiata. Le ali sono disposte in avanti in posizione frenante, in pratica come aerofreni. Lo sguardo minaccioso fa il resto.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 06" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140A1E06.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 06 - Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis) con gli &quot;aerofreni&quot; attivati. Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/8000s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p><a name="nordico"></a></p>
<h3>Gabbiano reale nordico (<em>Larus argentatus</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;avvistamento più interessante della giornata, a posteriori purtroppo per me, ha riguardato un reale nordico. Nella moltitudine di gabbiani che ci inseguiva sono riuscito a procurarmi uno scatto di questo bel nordico dall&#8217;occhio chiaro, anzi praticamente bianco (Foto 07). Ringrazio Menotti Passarella per l&#8217;identificazione di questo esemplare di gabbiano che io avrei tranquillamente confuso con un reale mediterraneo. Questa specie sembra non essere molto frequente nella zona del Delta del Po, mentre si può trovare più facilmente più verso nord a Chioggia e dintorni, oppure verso sud sul litorale emiliano-romagnolo.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 07" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140B2C01.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 07 - Gabbiano reale nordico (Larus argentatus). Questa specie non è molto frequente nella zona del Delta del Po.  Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/3200s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p><a name="gavina"></a></p>
<h3>Gavina (<em>Larus canus</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;">Dopo un&#8217;attenta ricerca ho scovato tra le mie foto anche una gavina (<em>Larus canus</em>), da tutti acclamata durante il tour in barca, in abito di primo inverno. Anche in questo caso ringrazio Menotti per l&#8217;identificazione. Secondo quanto dicevano i più esperti, la gavina è riconoscibile innanzitutto dal verso. Produce, infatti, un suono più acuto rispetto ai reali ed è pertanto facilmente distinguibile da questi.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 08" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/7D_IMG_1316.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 08 - Gavina (Larus canus) in abito di primo inverno.  Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/2500s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p><a name="mugnaiaccio"></a></p>
<h3>Mugnaiaccio (<em>Larus marinus</em>)</h3>
<p style="text-align: justify;">Dopo che ho realizzato che altri miei &#8220;compagni di viaggio&#8221; avevano ritratto un mugnaiaccio (<em>Larus marinus</em>), mi sono ricordato di uno scatto un po&#8217; strano, che avevo inizialmente scartato perché tecnicamente poco riuscito, oltre che ritenuto poco interessante. Il gabbiano ritratto in questo scatto (Foto 09, qui sotto) era un po&#8217; diverso dagli altri reali mediterranei, soprattutto per la forma complessiva, più tozza rispetto al <em>Larus michahellis</em>. La testa più grossa di quella di un reale e il collo taurino, insieme alla zampe rosa e all&#8217;anello perioculare tendente al rosso, mi hanno fatto propendere per il mugnaiaccio. Questa specie di gabbiano, in passato piuttosto occasionale in Italia, viene attualmente osservata con una certa frequenza anche nella zona del delta del Po. Il bilancio finale dell&#8217;uscita in mare è quindi di cinque specie.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 09" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA021A161B33.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 09 - Mugnaiaccio (Larus marinus) in primo piano.  Dati di scatto: Canon EOS 450D, Sigma 70-200 f/2.8 EX DG, 1/4000s, f/4, ISO400, mano libera.</p></div>
<p><a name="altro"></a></p>
<h3>Altre specie osservate</h3>
<p style="text-align: justify;">Durante questa uscita abbiamo visto prevalentemente gabbiani, anche se in lontananza alcuni cormorani avevano tentato un avvicinamento. Invano. purtroppo. Erano cinque esemplari e sono riuscito a riprenderne uno, giusto come testimonianza (la foto non è un gran ché), data la notevole distanza che ci separava da loro.</p>
<div id="attachment_1237" class="wp-caption alignnone" style="width: 952px"><img class="size-full wp-image-1237  " style="border: 4px solid silver;" title="Foto 09" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140B2445.jpg" alt="" width="942" height="628" /><p class="wp-caption-text">Foto 10 - Alcuni cormorani (Phalacrocorax carbo) cercavano di avvicinarsi, ma i gabbiani, molto più numerosi, li hanno immediatamente cacciati. Dati di scatto: Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/3200s, f/5.6, ISO200, mano libera.</p></div>
<p><a name="7D"></a></p>
<h3>Come si è comportata la 7D?</h3>
<p style="text-align: justify;">Questa uscita ha rappresentato il primo vero banco di prova, oltre che per me, anche per la mia 7D e per il 400mm f/5.6 L, che nel complesso sono stati un&#8217;abbinamento veramente eccellente. Le condizioni di scatto erano davvero difficili e molti aspetti di questa reflex sono stati messi alla prova. Giusto per capirci, si trattava di isolare un soggetto interessante tra centinaia di altri gabbiani che come una nuvola continuavano a volare ovunque, passando spesso davanti al soggetto scelto che a sua volta cambiava direzione di continuo perdendo talvolta di interesse costringendomi a cambiare gabbiano. Il tutto dalla barca, ovviamente in piedi, per quasi 4 ore consecutive con la luce che variava continuamente, dal pieno sole al coperto quasi buio, con il riflesso del sole sul mare da un lato e i miei compagni di viaggio che come me volevano il posto migliore dall&#8217;altro. Bene, in questo marasma, sono quindi molteplici gli aspetti che vanno presi in considerazione. Innanzitutto la <strong>maneggevolezza</strong> della macchina. Come ho detto sopra, scattare di continuo per 4 ore in piedi (e sottolineo, in barca!) mette a dura prova i principianti come me (soprattutto se si soffre un pochino il mal di mare&#8230;). In queste condizioni, la 7D si è dimostrata davvero pratica: comandi al posto giusto, accessibili e veloci, personalizzazione delle impostazioni davvero all&#8217;altezza. L&#8217;ergonomicità complessiva è davvero ottima, soprattutto per chi come me ha le mani un po&#8217; grandi (alla 450D ho dovuto abbinare il battery grip proprio per questo motivo&#8230;). Anche la copertura del mirino si è dimostrata una caratteristica molto interessante della 7D. Il peso direi che è abbastanza allineato con le altre reflex della stessa fascia. Un aspetto sicuramente messo alla prova in questa situazione riguarda ovviamente il <strong>sistema autofocus</strong>. La 7D presenta una serie di possibilità di personalizzazione dell&#8217;AF, molto utili dei diversi casi in cui ci si può trovare a scattare. All&#8217;inizio de questa uscita in mare ho provato a selezionare il punto centrale con i punti adiacenti, ma facevo davvero fatica ad inseguire il soggetto mantenendolo coperto dall&#8217;AF. Ho perciò cambiato immediatamente impostazione, lasciando alla 7D la scelta del punto AF dato che le condizioni erano ottimali per questa scelta, ovvero sfondo uniforme cielo/mare e soggetti molto veloci e &#8220;movimentati&#8221;. Devo dire che sono stato sbalordito dall&#8217;altissimo numero di scatti con messa a fuoco accettabile. Pensate che <strong>tra più di 900 scatti circa il 90% presentava il soggetto a fuoco</strong>. Ovviamente bisogna poi fare i conti con la composizione, che in molti casi era inaccettabile, ma questo non era dovuto alla macchina quanto piuttosto alla mia inesperienza, prima di tutto, nonché alla difficoltà oggettiva della situazione. <strong>La selezione automatica del punto di MAF si è rivelata davvero molto efficace</strong>. L&#8217;autofocus agganciava quasi subito il soggetto che cercavo di inseguire e non lo mollava mai, nemmeno quando una nuvola di altri gabbiani gli passavano davanti. Nel complesso direi che il sistema AF della 7D è davvero efficace, veloce e molto adattabile alle condizioni di scatto. Anche per quanto riguarda la precisione devo dire che nonostante la luce facesse spesso i capricci la messa a fuoco non ne ha risentito particolarmente. La prestazioni della mia Canon EOS 7D sono state molto soddisfacenti anche dal punto di vista della velocità complessiva, in particolare per quanto riguarda la <strong>raffica</strong>. Anche grazie alla CF Sandisk Extreme Pro (UDMA6, 600X) che avevo montato per l&#8217;occasione, la raffica della 7D si è rivelata una caratteristica chiave della situazione. Non avrei avuto così tanti scatti buoni senza la raffica che avevo a disposizione. Come detto sopra, dato che era quasi impossibile comporre con il 400mm e la nuvola di gabbiani che prendeva direzioni imprevedibili, avere a disposizione una raffica così efficace e prestante si è rivelato davvero importante, perché una volta inquadrato il soggetto tentavo sempre di anticipare il momento più dinamico e interessante, partendo con la raffica e sperando di coglierlo anche in un solo scatto (vedi la foto che apre l&#8217;articolo). Il mio giudizio complessivo sulla 7D è, come si può facilmente intuire, eccellente. Giusto una piccola curiosità: quando sono arrivato a casa mi sono reso conto di non avere girato nessun video con la 7D. Beh, che dire? Sarà per la prossima volta!</p>
<p><a name="galleria"></a></p>
<h3>Galleria</h3>
<p style="text-align: justify;">Qui sotto trovate alcuni scatti dopo una prima selezione. Ne aggiungerò altri prossimamente.</p>

<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-5-1232">


	<!-- Piclense link -->
	<div class="piclenselink">
		<a class="piclenselink" href="javascript:PicLensLite.start({feedUrl:'http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/plugins/nextgen-gallery/xml/media-rss.php?gid=5&amp;mode=gallery'});">
			[View with PicLens]		</a>
	</div>
	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-32" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0210171116.jpg" title="Questa me la magno io...!!! (Canon EOS 7D, Canon 400 f/5.6 L, 1/1600s, f/5.6, ISO200, mano libera) - Due gabbiani reali mediterranei (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;) che si contendono una preda, anzi una pinna." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA0210171116" alt="DPP07DA0210171116" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA0210171116.jpg" width="100" height="75" />
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		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-33" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0210171E16.jpg" title="Gabbiano comune (&lt;i&gt;Larus ridibundus&lt;/i&gt;) in abito nuziale." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA0210171E16" alt="DPP07DA0210171E16" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA0210171E16.jpg" width="100" height="75" />
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		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-34" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0213130833.jpg" title="Gabbiani reali mediterranei (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA0213130833" alt="DPP07DA0213130833" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA0213130833.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-35" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0213131057.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA0213131057" alt="DPP07DA0213131057" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA0213131057.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-36" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0213131D44.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
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			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140A1440.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
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			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140A1E06.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;) con gli &quot;aerofreni&quot; attivati." class="shutterset_set_5" >
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140A2928.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140A3437.jpg" title="pecie non ben identificata. Probabilmente un gabbiano reale (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;), anche se alcune caratteristiche potrebbero far propendere per un pontico (&lt;i&gt;Larus cachinnans&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140B0C37.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;) in primo piano e Gabbiano comune (&lt;i&gt;Larus ridibundus&lt;/i&gt;) in secondo piano." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA02140B0C37" alt="DPP07DA02140B0C37" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA02140B0C37.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140B1350.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140B2445.jpg" title="Alcuni cormorani (&lt;i&gt;Phalacrocorax carbo&lt;/i&gt;) cercavano di avvicinarsi, ma i gabbiani, molto più numerosi, li hanno immediatamente cacciati." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA02140B2445" alt="DPP07DA02140B2445" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA02140B2445.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140B2C01.jpg" title="Gabbiano reale nordico (&lt;i&gt;Larus argentatus&lt;/i&gt;). " class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA02140B2C01" alt="DPP07DA02140B2C01" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA02140B2C01.jpg" width="100" height="75" />
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	<div id="ngg-image-45" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140C0518.jpg" title="Gabbiano comune (&lt;i&gt;Larus ridibundus&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140E2807.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140E3B25.jpg" title="Gabbiani reali mediterranei immaturi (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA02140E3B25" alt="DPP07DA02140E3B25" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA02140E3B25.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140F2945.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;), particolarmente affamato e arrabbiato." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA02140F2945" alt="DPP07DA02140F2945" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA02140F2945.jpg" width="100" height="75" />
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	<div id="ngg-image-49" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA02140F3335.jpg" title="Gabbiano reale (Larus michahellis) che insegue un comune (Larus ridibundus) in abito invernale, cercando di sottrargli la preda." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA02140F3335" alt="DPP07DA02140F3335" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA02140F3335.jpg" width="100" height="75" />
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	<div id="ngg-image-50" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0214102224.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo immaturo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA0214102224" alt="DPP07DA0214102224" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA0214102224.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0214103626.jpg" title="Gabbiano comune (&lt;i&gt;Larus ridibundus&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA0214103626" alt="DPP07DA0214103626" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA0214103626.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA0214111F32.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA0214111F32" alt="DPP07DA0214111F32" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA0214111F32.jpg" width="100" height="75" />
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	<div id="ngg-image-53" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/450D_IMG_2029.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo immaturo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="450D_IMG_2029" alt="450D_IMG_2029" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_450D_IMG_2029.jpg" width="100" height="75" />
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	<div id="ngg-image-54" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/450D_IMG_2041.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo immaturo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="450D_IMG_2041" alt="450D_IMG_2041" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_450D_IMG_2041.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/7D_IMG_1316.jpg" title="Gavina (&lt;i&gt;Larus canus&lt;/i&gt;) in abito di primo inverno." class="shutterset_set_5" >
								<img title="7D_IMG_1316" alt="7D_IMG_1316" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_7D_IMG_1316.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/7D_IMG_1318.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo immaturo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="7D_IMG_1318" alt="7D_IMG_1318" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_7D_IMG_1318.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/7D_IMG_1319.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo immaturo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="7D_IMG_1319" alt="7D_IMG_1319" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_7D_IMG_1319.jpg" width="100" height="75" />
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	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-58" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/7D_IMG_1384.jpg" title="Gabbiani reali mediterranei di età diverse (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="7D_IMG_1384" alt="7D_IMG_1384" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_7D_IMG_1384.jpg" width="100" height="75" />
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	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-59" class="ngg-gallery-thumbnail-box" style="width:12%;" >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/7D_IMG_1483.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo immaturo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="7D_IMG_1483" alt="7D_IMG_1483" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_7D_IMG_1483.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/7D_IMG_1484.jpg" title="Gabbiano reale mediterraneo immaturo (&lt;i&gt;Larus michahellis&lt;/i&gt;)." class="shutterset_set_5" >
								<img title="7D_IMG_1484" alt="7D_IMG_1484" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_7D_IMG_1484.jpg" width="100" height="75" />
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		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/DPP07DA021A161B33.jpg" title="Mugnaiaccio (&lt;i&gt;Larus marinus&lt;/i&gt;), in primo piano." class="shutterset_set_5" >
								<img title="DPP07DA021A161B33" alt="DPP07DA021A161B33" src="http://www.biomorus.com/wp_ita/wp-content/gallery/pelagic-trip/thumbs/thumbs_DPP07DA021A161B33.jpg" width="100" height="75" />
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		<title>PettiRosso di sera&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon 400mm f/5.6 L]]></category>
		<category><![CDATA[Canon EOS 7D]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>
		<category><![CDATA[erithacus rubecula]]></category>
		<category><![CDATA[pettirosso]]></category>
		<category><![CDATA[silhouette]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>

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		<description><![CDATA[...bel tempo si spera. Seee...neanche per sogno! Speriamo che per domenica almeno il tempo migliori (ci sarebbe il pelagic trip). In realtà qui continuano a prevedere freddo, freddo, e freddo, nonché neve. Nel frattempo ho cercato un'interpretazione diversa dal solito dei pettirossi frequentatori del mio giardino. Ci credete? Ma no, dai. La storia vera la trovate qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DPP07DA0208161B42 – PettiRosso di sera&#8230;  (<em>E</em><em>rithacus rubecula</em></strong><strong>) –</strong> (Canon EOS 7D, Canon 400mm f/5.6 L, 1/8000 s, f/5.6, ISO800, treppiede)</p>
<p>&#8230;bel tempo si spera. Seee&#8230;neanche per sogno! Speriamo che per domenica almeno il tempo migliori (ci sarebbe il <em><a href="http://falcodipalude1.blogspot.com/2010/01/pelagic-trip.html" target="_blank">pelagic trip</a></em>). In realtà qui continuano a prevedere freddo, freddo, e freddo, nonché neve. Nel frattempo ho cercato un&#8217;interpretazione diversa dal solito dei pettirossi frequentatori del mio giardino. Ci credete? Ma no, dai. La storia vera è questa. Allora, stavo cercando uno scatto di una cincia (tanto per cambiare&#8230;) mentre si arrampicava sulla pigna della magnolia e invece spunta fuori lui, il solito pettirosso territoriale che si mette a controllare la situazione. C&#8217;era una luce durissima e l&#8217;esposimetro ha fatto il suo lavoro con la misurazione valutativa. Peccato che lo sfondo &#8220;sparasse&#8221; alla grande. Così lo scatto mi è uscito sottoesposto, ma talmente sottoesposto, talmente sottoesposto, che sistemando un pochino (proprio poco eh) il contrasto mi è venuta fuori questa silhouette. Alla fine è stato lo scatto migliore di un pomeriggio di appostamento. La cincia ha giocato a nascondino e gli scatti mi sono venuti fuori fuoco, accidenti. Vabbé. Amen. Mi acccontento di questa prima silhouette di un pettirosso che, a dire il vero, è forse lo scatto più originale che ho fatto sinora.</p>
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		<title>Petto (rosso) in fuori!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 22:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon 400mm f/5.6 L]]></category>
		<category><![CDATA[Canon EOS 7D]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>
		<category><![CDATA[erithacus rubecula]]></category>
		<category><![CDATA[pettirosso]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre la neve si scioglieva questo pettirosso si è posato proprio dove lo aspettavo (da qualche ora...). Era un po' inzuppato, ma sempre coi suoi colori alla moda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DPP07DA0204170A49 – Petto (rosso) in fuori!!!  (<em>E</em><em>rithacus rubecula</em></strong><strong>) –</strong> (Canon EOS 7D, Canon 400mm f/5.6 L, 1/320 s, f/5.6, ISO800, treppiede)</p>
<p>Mentre la neve si scioglieva questo pettirosso si è posato proprio dove lo aspettavo (da qualche ora&#8230;). Era un po&#8217; inzuppato, ma sempre coi suoi colori alla moda. Penso che la mia vena creativa sui pettirossi si stia esaurendo ormai&#8230;</p>
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		<title>Sono sempre io&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 23:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon 400mm f/5.6 L]]></category>
		<category><![CDATA[Canon EOS 7D]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>
		<category><![CDATA[erithacus rubecula]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà pure un soggetto comune, ma mi ci sono voluti due giorni di appostamento per beccarlo nel posto dove lo volevo! Questo scatto l'ho fatto mentre la neve si stava sciogliendo, infatti il pettirosso è un po' fradicio... Per me il pettirosso è sempre il pettirosso. Questo piccolo uccellino mi ha sempre affascinato sin da quando ero bambino e non riesco a disinnamorarmene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DPP07DA0117111A02 – Sono sempre io&#8230;  (E<em>rithacus rubecula</em></strong><strong>) –</strong> (Canon EOS 7D, Canon 400mm f/5.6 <span style="color: #ff0000;">L</span>, 1/320 s, f/5.6, ISO800, treppiede)</p>
<p>Sarà pure un soggetto comune, ma mi ci sono voluti due giorni di appostamento per beccarlo nel posto dove lo volevo! Sotto il pino, con un po&#8217; di neve e l&#8217;erbetta verde che fa da cornice con la base del tronco. Questo scatto l&#8217;ho fatto mentre la neve si stava sciogliendo, infatti il pettirosso è un po&#8217; fradicio. Questo piccolo uccellino mi ha sempre affascinato sin da quando ero bambino e non riesco a disinnamorarmene. Nel mio giardino ce ne sono diversi esemplari che nella loro pur sempre marcata territorialità sono alla ricerca continua di cibo. Ed è proprio il caso di dire che hanno trovato il pane per il loro becco! E finalmente posso dire di poter apprezzare la qualità del mio nuovo Canon 400 f/5.6 L che, in confronto al Sigma 70-200 moltiplicato, è tutto un altro pianeta.</p>
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		<title>Il blog di Nicola Donà</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 21:36:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Donà]]></category>

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		<description><![CDATA[Consiglio a tutti di visitare il <a title="Il blog di Nicola Donà" href="http://falcodipalude1.blogspot.com/" target="_blank">blog di Nicola Donà</a>. Nicola è Guida Ambientale Escursionistica del Parco del Delta del Po Veneto - Emiliano,  specialità Birdwatching. Si occupa di scouting location per set cinematografici nel Delta del Po e organizza eventi ed escursioni molto interessanti per conoscere ed ammirare il meraviglioso ambiente del Delta del Po.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">-</span></p>
<p>Consiglio a tutti di visitare il <a title="Il blog di Nicola Donà" href="http://falcodipalude1.blogspot.com/" target="_blank">blog di Nicola Donà</a>. Nicola è Guida Ambientale Escursionistica del Parco del Delta del Po Veneto &#8211; Emiliano,  specialità Birdwatching. Si occupa di scouting location per set cinematografici nel Delta del Po e organizza eventi ed escursioni molto interessanti per conoscere ed ammirare il meraviglioso ambiente del Delta del Po.</p>
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		<title>I giorni della Merla</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 21:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon 400mm f/5.6 L]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>
		<category><![CDATA[merla]]></category>
		<category><![CDATA[Turdus merula]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre ero appostato in attesa che una cinciallegra si posasse sul ramo della magnolia, questa merla saltellava tranquilla lungo la siepe a caccia di lombrichi. Come si può vedere dal becco, stava facendo un vero e proprio banchetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DPP07DA0117111A02 – I giorni della Merla  (</strong><em><strong>Turdus merula</strong></em><strong>) –</strong> (Canon EOS 7D, Canon 400mm f/5.6 <span style="color: #ff0000;">L</span>, 1/80 s, f/5.6, ISO800, treppiede)</br></p>
<p>Mentre ero appostato in attesa che una cinciallegra si posasse sul ramo della magnolia, questa merla saltellava tranquilla lungo la siepe a caccia di lombrichi. Come si può vedere dal becco, stava facendo un vero e proprio banchetto.</p>
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		<title>&#8230;e la seconda</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 20:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canon 400mm f/5.6 L]]></category>
		<category><![CDATA[Canon EOS 7D]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>
		<category><![CDATA[cinciallegra]]></category>
		<category><![CDATA[Parus major]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l'arrivo del mio nuovo Canon 400 f/5.6 ho iniziato con qualche scatto nel mio <i>local patch</i>. Purtroppo non sono riuscito a "congelare" come vorrei il soggetto, che quindi non è perfettamente nitido. Nitido o no, questo è il secondo scatto decente ad una delle cinciallegre che frequentano la mia magnolia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DPP07DA0117111A02 – &#8230;e la seconda  (</strong><em><strong>Parus major</strong></em><strong>) –</strong> (Canon EOS 7D, Canon 400mm f/5.6 <span style="color: #ff0000;">L</span>, 1/250 s, f/5.6, ISO1600, treppiede)</p>
<p>Dopo l&#8217;arrivo del mio nuovo Canon 400 f/5.6 ho iniziato con qualche scatto nel mio <em>local patch</em>. Purtroppo non sono riuscito a &#8220;congelare&#8221; come vorrei il soggetto, che quindi non è perfettamente nitido. Nitido o no, questo è il secondo scatto decente ad una delle cinciallegre che frequentano la mia magnolia.</p>
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